Cresce solo il turismo di prossimità
Il 30,8% delle strutture alberghiere non accetta il bonus vacanze (COME RICHIEDERLO) e il 57,6% dichiara di non avere ricevuto prenotazioni con questa modalità. È quanto emerge da un’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzato da Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche), su un campione rappresentativo di oltre 2000 imprese ricettive, interpellate attraverso le Camere di Commercio
Ad agosto prenotato solo il 36,6% delle camere
A determinare la scelta di restare ancora chiusi sono gli elevati costi di adeguamento imposti dalle linee guida del Comitato Tecnico Scientifico (segnalati dal 46% delle realtà che non hanno riaperto in Italia), e le scarse prenotazioni (indicate dal 34% delle imprese ancora non operative). Nel mese di agosto, infatti, solo il 36,6% delle camere disponibili nelle strutture ricettive del Paese è al momento prenotato, con una marcata differenziazione a livello territoriale: nelle regioni centrali la percentuale si attesta intorno al 40%, mentre nel Nord Ovest scende al 29,3%. Il Sud e le isole vedono quasi il 34% delle camere prenotate.

Oltre l’80% delle strutture intervistate dichiara che chiuderà l’anno in perdita, in considerazione dei costi sostenuti e delle prenotazioni attualmente ricevute. Questa estate le strutture ricettive ospiteranno una quota pari al 21,7% di turisti stranieri, con punte del 28,4% nel Nord Ovest del Paese, mentre pare affermarsi la tendenza del turismo “di prossimità”, visto che il 23% delle prenotazioni sono di clienti italiani che non si sposteranno al di fuori della propria regione di residenza. Il 35% delle prenotazioni è avvenuto tramite OTA (portali on line). Le strutture registrano anche un leggero aumento delle prenotazioni telefoniche, dettato probabilmente dalla necessità del cliente di sincerarsi delle misure sanitarie adottate.
Scopri di più da INDELEBILI TODAY
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.